Il ritorno degli affitti brevi: opportunità o rischio per chi investe

Negli ultimi anni, gli affitti brevi – come quelli gestiti tramite piattaforme tipo Airbnb o Booking – sono tornati alla ribalta. Dopo la battuta d’arresto causata dalla pandemia, il settore ha mostrato segnali di ripresa, trainato dalla voglia di viaggiare, dalla flessibilità del lavoro da remoto e dal ritorno del turismo internazionale.
Ma per chi investe nel mercato immobiliare, gli affitti brevi sono davvero un’opportunità? O nascondono dei rischi da non sottovalutare?

Le opportunità

1. Rendita più alta rispetto all’affitto tradizionale
Uno dei motivi principali per cui molti investitori scelgono l’affitto breve è la redditività. A parità di immobile, l’introito mensile può essere significativamente più alto, soprattutto in località turistiche o grandi città.

2. Maggiore flessibilità
L’immobile resta a disposizione del proprietario per periodi di uso personale. Questo è particolarmente interessante per chi vuole alternare reddito e uso privato della casa.

3. Minore rischio di morosità
Essendo i pagamenti anticipati tramite piattaforme digitali, il rischio di inquilini morosi si riduce drasticamente.

4. Possibilità di valorizzare immobili piccoli
Monolocali o bilocali, che magari non renderebbero molto con l’affitto classico, possono diventare molto richiesti se ben posizionati e curati.

⚠️ I rischi da considerare

1. Normative in continua evoluzione
Molti comuni stanno regolamentando (o limitando) gli affitti brevi. Zone a forte pressione abitativa, come Venezia, Firenze o Milano, stanno imponendo restrizioni o vincoli. È fondamentale essere aggiornati sulla normativa locale.

2. Maggiori costi di gestione
Pulizie, cambio biancheria, accoglienza ospiti, manutenzione frequente: un affitto breve richiede più tempo o costi operativi, soprattutto se non ci si affida a un property manager.

3. Redditività stagionale o variabile
In alcune zone, la domanda può essere molto stagionale, lasciando l’immobile vuoto in bassa stagione. Bisogna quindi valutare se la zona garantisce una domanda costante.

4. Tasse e adempimenti fiscali
Nonostante la Cedolare Secca al 21% sia applicabile anche agli affitti brevi, ci sono obblighi dichiarativi, registrazioni e in alcuni casi imposte locali da considerare.

🔍 Quindi, conviene?

La risposta dipende da:

  • la posizione dell’immobile
  • il tempo (o budget) disponibile per la gestione
  • la strategia d’investimento (rendita a breve vs stabilità a lungo termine)

La posizione dell’immobile

La posizione è il primo fattore determinante per il successo di un affitto breve. Gli immobili situati in zone turistiche, centri storici, città d’arte, aree universitarie o business district sono naturalmente più richiesti da viaggiatori, studenti e professionisti in trasferta. Anche quartieri ben collegati ai trasporti pubblici o vicini a ospedali e poli fieristici possono garantire una buona occupazione tutto l’anno. Al contrario, in zone meno attrattive o periferiche, la domanda può essere bassa o solo stagionale, rendendo l’affitto breve meno sostenibile nel lungo periodo.

Il tempo (o budget) disponibile per la gestione

A differenza dell’affitto tradizionale, l’affitto breve richiede una gestione attiva e costante. Tra check-in e check-out, pulizie, manutenzione, risposta rapida agli ospiti e aggiornamento degli annunci online, il tempo da dedicare può diventare considerevole. Se non si ha tempo, è possibile affidarsi a un property manager o a servizi esterni, ma questo comporta un costo fisso o una percentuale sui guadagni. Valutare il proprio livello di disponibilità – o il budget per delegare – è fondamentale per capire se questo tipo di investimento è adatto al proprio stile di vita.

La strategia d’investimento: rendita a breve vs stabilità a lungo termine

L’affitto breve si basa su una logica di massimizzazione dei ricavi a breve termine, sfruttando l’alta rotazione degli ospiti e le tariffe flessibili. Tuttavia, questa formula può risultare più instabile e soggetta a variazioni stagionali, economiche o normative. L’affitto tradizionale, invece, offre una rendita più stabile e pianificabile, anche se mediamente più bassa. La scelta dipende dalla propria visione: cerchi cash flow immediato e sei pronto a gestire i cambiamenti, oppure preferisci una rendita costante e passiva nel tempo?

Conclusione

Gli affitti brevi possono essere molto redditizi, ma non sono “passivi” come si crede: richiedono attenzione, aggiornamento normativo e una buona organizzazione.

Se stai pensando di acquistare un immobile per affitti brevi, fai una simulazione realistica dei costi e ricavi, valuta attentamente la zona e considera di affidarti a professionisti per la gestione. L’affitto breve può essere un’ottima opportunità, ma va trattato come un vero business.

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