A Milano l’idea di frazionare un appartamento torna ciclicamente ed è semplice capirne il motivo: prendi un taglio grande, lo dividi, e ottieni due immobili più “vendibili” o più facili da mettere a reddito. Poi però arriva la realtà: pratiche, vincoli urbanistici, condominio, impianti, rumore, costi che “spuntano” a metà lavori… e il frazionamento smette di essere una scorciatoia.
Vediamo insieme quando è una mossa intelligente e quando è meglio evitarla.
Indice
- 1 Prima domanda (quella che conta): stai creando 2 case vere o 2 problemi?
- 2 Quando a Milano ha senso (davvero)
- 3 Quando NON conviene
- 4 Cosa devi verificare PRIMA di spendere un euro
- 5 Pratiche e burocrazia: cosa aspettarti (senza panico)
- 6 Costi: quanto costa frazionare davvero?
- 7 I rischi veri (quelli che mangiano margine)
- 8 Come capire se conviene: il calcolo semplice
- 9 Conclusione
Prima domanda (quella che conta): stai creando 2 case vere o 2 problemi?
Un frazionamento funziona davvero solo se le due unità risultanti sono:
- autonome (non “mezze case”)
- facili da vivere (spazi sensati, luce, distribuzione)
- facili da vendere/affittare (target chiaro)
- regolari (urbanistica + catastale + impiantistica)
Se ottieni due appartamenti “tirati”, bui o con soluzioni scomode, spesso succede questo:
- vendi/affitti sì… ma solo a sconto
- e la differenza la paghi in margine e tempo.
Quando a Milano ha senso (davvero)
Hai un taglio grande
Milano ha una domanda forte su bilocali e tagli compatti (prima casa, coppie, investimento, mobilità lavorativa).
Se sei in un’area in cui bilocali/trilocali “giusti” sono liquidi, il frazionamento può aumentare molto l’interesse.
La planimetria ti “regala” la divisione
I casi migliori sono quelli in cui:
- hai due affacci e una buona distribuzione
- puoi ricavare due zone giorno senza inventarti corridoi infiniti
- puoi portare bagni e cucine senza massacrare impianti e pendenze
Se invece tutto è concentrato da una parte (colonne di scarico lontane, affacci pochi, spazi strani), il costo sale e la qualità scende.
L’obiettivo è chiaro: vendita o reddito (e sai il target)
- Vendita: spesso serve un livello finiture più alto, “chiavi in mano”, e un progetto che piaccia subito.
- Reddito: serve robustezza e funzionalità (materiali pratici, manutenzione facile, layout che regge l’uso).
Se non sai dove vuoi andare, rischi di fare un lavoro “né carne né pesce”.
Hai un condominio “compatibile”
Non tutti i condomìni sono sereni su:
- nuove unità
- aumento di utilizzo parti comuni
- rumore lavori
- eventuali aggiornamenti millesimali
Non è che “non si possa fare” per principio, ma la gestione condominiale incide su tempi e stress.
Quando NON conviene
- Se dopo la divisione una delle due unità resta buia o con affacci sacrificati
- Se per rendere autonome le unità devi fare opere troppo invasive (impianti e scarichi molto lontani, spostamenti strutturali importanti)
- Se l’edificio ha vincoli o situazioni tecniche delicate (sottotetti, parti comuni complesse, impianti condominiali critici)
- Se la somma dei due “nuovi valori” non copre costi + rischio + tempo + imprevisti
- Se l’idea nasce solo da “così aumento i metri vendibili”: a Milano funziona più spesso la qualità che la matematica.
Cosa devi verificare PRIMA di spendere un euro
Qui sotto c’è la checklist “salva-cantiere”. Se la fai bene, ti eviti il 70% delle sorprese.
1) Fattibilità urbanistica
Serve un tecnico (architetto/geometra/ingegnere) che verifichi:
- se l’immobile è frazionabile secondo regole comunali e del fabbricato
- requisiti minimi (superfici, altezze, rapporti aeroilluminanti, ecc.)
- eventuali vincoli (zona, edificio, destinazioni, tutele)
Tradotto: prima di pensare ai lavori, devi sapere se il Comune ti consente di ottenere due unità regolari.
2) Situazione catastale e conformità
- planimetrie coerenti con lo stato di fatto
- eventuali difformità da sistemare prima (perché dopo diventa un incubo)
3) Impianti e colonne di scarico
È la parte che separa il frazionamento “furbo” da quello costoso:
- dove sono gli scarichi principali?
- dove può stare la seconda cucina?
- come porti ventilazioni e canne (se servono)?
- come separi correttamente impianto elettrico, acqua, gas (se presente)?
4) Ingresso e privacy
Domanda brutale: le due unità avranno un accesso sensato?
- doppio ingresso già esistente = jackpot
- ingresso unico con divisione interna = si può, ma va progettato bene
- soluzioni “strane” (passaggi davanti ad altre porte, spazi comuni improvvisati) = svalutano.
5) Condominio: cosa guardare
- regolamento condominiale
- impianti comuni (riscaldamento centralizzato? contabilizzazione?)
- eventuali aggiornamenti di ripartizioni/millesimi (in alcuni casi diventa un tema)
Pratiche e burocrazia: cosa aspettarti (senza panico)
Ogni caso è diverso, ma in generale un frazionamento coinvolge:
- pratica edilizia (tipo e complessità dipendono dalle opere)
- aggiornamenti catastali (nuovi subalterni)
- certificazioni impianti a fine lavori
- APE per le nuove unità (spesso richiesto/necessario in caso di vendita/locazione)
Non è “solo dividere una planimetria”: è creare due immobili autonomi e vendibili.
Costi: quanto costa frazionare davvero?
Qui conviene ragionare per blocchi, perché il frazionamento non è un “costo unico”.
1) Costi tecnici e pratiche
- sopralluoghi, rilievo, progetto
- pratica edilizia
- direzione lavori / coordinamento sicurezza (se necessario)
- pratiche catastali e aggiornamenti
Range indicativo: spesso alcune migliaia di euro, che salgono con complessità e dimensioni.
2) Costi di cantiere (la parte grossa)
Dipendono soprattutto da:
- quanti bagni devi realizzare/spostare
- quanto sono lontani gli scarichi
- qualità delle finiture
- interventi su muri/porte/isolamenti acustici
- impianti separati
Il punto chiave: non è solo “due cucine e due bagni”. È farli bene, con impianti a norma e senza problemi futuri.
3) Allacci e separazioni
Possibili costi extra:
- nuovi contatori o ripartizioni (quando applicabile)
- separazione impianti
- adeguamenti richiesti in corso d’opera
4) Extra spesso sottovalutati
- insonorizzazione tra unità (a Milano non è un vezzo: è ciò che evita l’effetto “case a parete sottile”)
- porte REI/accorgimenti specifici se richiesti dal contesto
- sistemazioni parti comuni (se durante lavori si rovina qualcosa)
- arredi se vuoi venderle “pronte” o affittarle subito
Regola pratica: metti sempre un cuscinetto imprevisti. I frazionamenti senza imprevisti sono rari.
I rischi veri (quelli che mangiano margine)
1) Rischio “tecnico”: scarichi e impianti
Se scopri a metà lavori che per portare lo scarico devi rompere più del previsto o che la pendenza non torna, i costi schizzano.
2) Rischio “qualità”: due unità invendibili a prezzo pieno
Se una unità risulta:
- buia
- stretta
- con ingresso scomodo
- con bagno “impossibile”
… il mercato te la punisce.
3) Rischio “documentale”: difformità precedenti
Molti immobili hanno piccole difformità storiche. Se non le affronti prima, possono bloccare pratiche o rallentare la vendita.
4) Rischio “mercato”: fai due bilocali dove la zona chiede altro
In alcune micro-zone può funzionare meglio:
- un trilocale “family”
- oppure un grande bilocale premium
… rispetto a due unità “piccole”.
5) Rischio “condominio”: attriti e tempi
Non è solo “se si può fare”: è quanto ti complica la vita e quanto allunga i tempi.
Come capire se conviene: il calcolo semplice
Fai questo ragionamento (senza innamorarti dell’idea):
- Quanto vale oggi l’appartamento “intero” in modo realistico?
- Quanto varrebbero le due unità finite, realisticamente (non il prezzo dei sogni)?
- Sottrai:
- costi tecnici + pratiche
- costi lavori + arredi (se previsti)
- imprevisti
- costi finanziari/tempo (mesi senza reddito o con immobilizzo capitale)
- Aggiungi una riga importante: il rischio
Perché frazionare significa anche assumersi il rischio di tempi lunghi e varianti.
Se il margine finale è “risicato”, spesso non conviene.
Se il margine è buono e le due unità risultanti sono belle e vendibili, allora sì: è un’operazione intelligente.
Conclusione
A Milano frazionare può essere una mossa molto intelligente ma… occhio! Prima di fare una scelta di questo tipo, va fatta un’analisi molto dettagliata dei pro e contro.



