Tasse sull’affitto della casa: tutto quello che devi sapere

Affittare una casa può essere un’ottima fonte di reddito, ma quali sono le tasse da pagare? La scelta tra cedolare secca e regime IRPEF, il pagamento di IMU e TARI, le eventuali detrazioni fiscali: in questa guida completa ti spieghiamo tutto ciò che devi sapere per evitare brutte sorprese e ottimizzare la tua gestione fiscale. Scopri qual è la soluzione più conveniente per te e come dichiarare correttamente il tuo affitto.

Affittare un immobile può essere un’ottima fonte di reddito, ma è fondamentale conoscere le tasse da pagare per evitare sanzioni e ottimizzare la gestione finanziaria. In questo articolo vedremo quali sono le imposte applicabili, le modalità di pagamento e alcuni consigli utili per risparmiare.

Quali sono le tasse da pagare sull’affitto?

Chi mette in affitto un immobile è tenuto a dichiarare i redditi derivanti dal canone di locazione e a pagare le imposte previste dalla normativa fiscale italiana. Le due principali modalità di tassazione sono:

  • Cedolare Secca
  • Regime IRPEF

Vediamo nel dettaglio come funzionano.

La cedolare secca: cos’è e quando conviene?

La cedolare secca è un regime fiscale agevolato che permette ai proprietari di pagare un’imposta sostitutiva sul reddito da locazione, evitando il pagamento dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.

Vantaggi della cedolare secca:

Aliquote agevolate:

  • 21% per i contratti di locazione a canone libero
  • 10% per i contratti a canone concordato
    ✅ Nessun pagamento di imposta di registro e bollo
    ✅ Semplicità nella dichiarazione dei redditi

Quando conviene?

  • Se il proprietario rientra in uno scaglione IRPEF superiore al 21%.
  • Se si desidera una gestione fiscale più semplice.

Tassazione con regime IRPEF: quando sceglierlo?

Se il locatore sceglie il regime ordinario, il reddito da affitto viene sommato agli altri redditi percepiti e tassato secondo gli scaglioni IRPEF:

  • 23% per redditi fino a 28.000€
  • 35% per redditi da 28.000€ a 50.000€
  • 43% per redditi superiori a 50.000€

Vantaggi del regime IRPEF:
🔹 Possibilità di dedurre spese di gestione e manutenzione
🔹 Utile per chi ha redditi bassi e beneficia di detrazioni

Questo regime può essere più conveniente se il proprietario ha costi deducibili rilevanti (ad esempio, spese di ristrutturazione o interessi su mutui).

IMU e TASI: bisogna pagarle anche se l’immobile è affittato?

Oltre alle tasse sul reddito, il proprietario deve considerare anche:

  • IMU (Imposta Municipale Unica): è dovuta sulle seconde case anche se affittate. L’importo varia in base al Comune e alla rendita catastale.
  • TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili): abolita dal 2020, ora è inclusa nell’IMU.

Chi paga la TARI?
La TARI (Tassa sui Rifiuti) è generalmente a carico dell’inquilino, ma il proprietario deve accertarsi che venga pagata regolarmente.

Le detrazioni e i costi deducibili

Se si sceglie il regime IRPEF, alcune spese possono essere dedotte dal reddito imponibile:
🔹 Spese di manutenzione ordinaria
🔹 Spese condominiali (se non rimborsate dall’inquilino)
🔹 Quote di ammortamento di lavori straordinari

Nel regime di cedolare secca, invece, non sono previste detrazioni.

Come dichiarare l’affitto e pagare le imposte?

Il reddito da locazione deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi:
Cedolare Secca → Modello Redditi Persone Fisiche o 730
Regime IRPEF → Dichiarazione con 730 o Modello Redditi PF

Il pagamento avviene con modello F24 in due rate:

  • Acconto (entro il 30 giugno)
  • Saldo (entro il 30 novembre)

Cosa succede se non si dichiarano i redditi da affitto?

L’omissione della dichiarazione dell’affitto può portare a sanzioni pesanti:
❌ Multe dal 120% al 240% delle imposte dovute
❌ Possibili controlli e accertamenti fiscali

Se l’inquilino paga in contanti, è importante rilasciare sempre una ricevuta per evitare contestazioni.

Conclusione: qual è la soluzione migliore?

Se hai una casa da affittare, scegliere la giusta tassazione può farti risparmiare migliaia di euro. La cedolare secca è spesso la soluzione più conveniente, ma il regime IRPEF può essere vantaggioso in alcuni casi.

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